Ricominciare nel modo giusto

che ad un certo punto ci si sveglia una mattina e si pensa “sono felice della mia vita? di come sta andando, di quello che sto facendo?”

ed un tratto ti ritrovi a cambiare città e casa, cerchi un nuovo lavoro, apri un dominio tutto tuo per il blog e quasi quasi vai anche a tagliarti i capelli.

essere soddisfatti di se stessi e della propria vita è l’unica cosa che conta.

Share

bisogni umani (no, non si tratta di cacca)

Ognuno di noi ha bisogno di sentirsi desiderato, accettato, voluto.
Negarlo a noi stessi è una gran menzogna.

C’è chi sfoga questa necessitá nella vita professionale, alla ricerca di un “bravo, cosa faremmo senza di te”.

C’é la sfoga nella vita amorosa o sessuale, sempre alla ricerca di un complimento e un’attenzione in più.

C’è chi la sfoga nella vita affettiva cercando l’approvazione della famiglia e volendo sentirsi indispensabile per gli amici.

Io sono sicura di aver attraversato, negli anni, tutte le possibilitá sopra elencate…mi sfugge peró in quale mi trovo ora, forse le sto vivendo tutte insieme per essere sicura di non farmi mancare nulla.

Share

avanti a denti stretti

Resisti, resisti…continuo a ripetermelo ma poi parte la domanda, resistere per cosa?
Ho sempre lavorato duro, ho sempre lavorato con passione, anche quando facevo la cassiera o la promoter.
Negli ultimi anni ho scelto di fare un lavoro piuttosto che un altro perchè desideravo una famiglia e del tempo da dedicargli.
Ora mi trovo imprigionata in una situazione che non ha vantaggi ma solo sacrifici, il trasferimento a milano ha cambiato le carte in tavola.

Faccio un lavoro che non mi interessa più, non ho stimoli di crescita nè personale nè professionale, non imparo nulla di nuovo, non ho responsabilità. Sono una piccola ape operaia che sorride e risponde al telefono.
Sto fuori casa 10 ore e ne lavoro 6.
Lavoro 6 giorni su 7.
Se va bene mi sveglio alle 5.50 per essere sul bus alle 6.20, se va male arrivo a casa alle 21.30 dopo aver aspettato il treno mezz’ora in stazione a Milano.
Avevo scelto questo lavoro perchè mi permetteva orari flessibili, perchè mi lasciava sempre mezza giornata libera, perchè i cambi turno erano all’ordine del giorno, perchè potevo lavorare e andare all’università a seguire lezione.

Ora non ho più tempo per nulla, mi concedo il lusso di leggere un libro o navigare su internet nelle ore di viaggio verso lavoro.
Sono stravolta fisicamente e insoddisfatta mentalmente.
Non sogno un weekend al mare ma un weekend a dormire ininterrottamente.
Non vedo la fine di un film e non leggo un quotidiano da mesi.
Non pranzo e non ceno ad un’ora decente da troppo tempo….le 16.30 e le 22.00 non sono un’ora decente neanche nel profondo sud!!!

E’ giunto il momento di prendere in mano la situazione, di avere le palle e risolvere questa situazione di non vita.

ah…comunque per il resto tutto bene, grazie.

Share

il tempo del pendolare

Tutti i giorni prendo un pullman e due treni per andare (solo per andare) a lavoro…no, per dire eh.
Dovendo coordinare 3 mezzi, di tre societá diverse, i miei tempi di percorrenza variano da 45 minuti a 2 ore e mezza, per la mia immensa gioia!

Quindi?
Quindi mi sono attrezzata, ecco come ammortizzo il tempo, ecco quante cose si posso fare sul treno o aspettando il treno:

- truccarsi
- leggere un libro
- giocare a super mario bros sul nintendoDS
- giocare a sudoku sul telefono
- testare l’INQchat che mi ha mandato la tre
- farsi le unghie
- organizzare il viaggio a Londra
- leggere il giornale (on line)
- cazzeggiare su Friendfeed
- moderare il forum del blackberry
- scrivere post

Perchè bisogna prendere il meglio da tutto ciò che ci accade

Share
15 Jun 2010, 12:11pm
cinema lavoro
by sogliadibronzo

2 comments

il cinema da dentro

Lavorare sui sei cinematografici mi ha insegnato tante cose.

Mi ha insegnato ad apprezzare il cibo freddo e la pasta scotta.
Mi ha insegnato a stare sveglia per una notte intera, guidando per ore o lavorando sotto la pioggia.
Mi ha insegnato a fare bene quattro cose insieme, a memorizzare tutto e ad essere paziente.
Mi ha insegnato che tutto ha un costo e che tutto si può avere gratis se chiesto nel modo giusto.
Mi ha insegnato a lavorare duramente anche 12 ore senza fiatare.
Mi ha insegnato che l’imprevisto è prevedibile e non fa cosí paura.

Ma soprattutto mi ha insegnato che bisogna sempre lavorare per priorità, che io vengo prima di tutto e che non importa quanto un’azienda sia disposta a pagarmi ma quanto a me interessi lavorare per loro.

Il cinema l’ho abbandonato perché mi avrebbe impedito di crearmi relazioni serie e durature, perché avere una famiglia sarebbe stato complicato.
Ogni tanto mi manca, ogni tanto ne avrei bisogno ma poi penso che in tante occasioni, per lui, ho dovuto mettere da parte la mia vita e sento di aver fatto la scelta giusta.

Share