questione di punti di vista (quando lo straniero sei tu)

[momento serietà]
[la prendo un po' alla larga, fatevene una ragione]

Come molti di voi sanno, da qualche mese mi sono trasferita nella zona di Como e ho passato gli ultimi due mesi a cercare lavoro in queste zone.

Ora, nonostante abbia un cv piuttosto nutrito, la situazione lavorativa in Italia è deprimente… quindi?
Quindi Como è a due passi dalla Svizzera (tranquilli, anche io ho dovuto accertarmene su gmaps) e mandare qualche cv in un paese in cui lo stipendio medio è il doppio del nostro, è un’occasione da non perdere.

Perchè vi racconto tutto questo?
Perchè mentre mi dirigevo al colloquio un pensiero fisso mi martellava la testa: “se mi prendono sarò una frontaliera, una lavoratrice in terra straniera, ma agli svizzeri non girano le palle?”.

Suvvia, diciamocelo, non siamo molto diversi da un cittadino extracomunitario che viene in Italia a fare un lavoro che (magari) noi non vogliamo fare, che si vende ad un prezzo inferiore al nostro e che poi spedisce i suoi guadagni a casa.

Poi ho dato un paio di testate al volante e ho pensato “Ma dai…la Svizzera è un paese civilizzato…figurarsi se gli italiani sono visti così male”

Poi oggi vedo questo “frontalieri come ratti”

una “simpatica” rappresentazione di come gli stranieri (i ratti) rubino il formaggio (lavoro) in terra svizzera.

“E vabbè, dai, è comprensibile” mi sono detta, “un po’ di ironia ci può stare” ma poi ho letto questo articolo e mi ha ricordato le campagne elettorali della Lega Nord.

in sintesi (riporto letteralmente):

- <Stiamo arrivando a quota 45.000 frontalieri un quarto della forza lavoro in Ticino. Significa che tutti i ticinesi potrebbero lavorare, ma non possono farlo perché muratori, operai, camerieri, impiegati, infermieri, ricercatori, professori dalla vicina Italia, sottopagati e comunque ben contenti di portarsi a casa stipendi che al loro paesello nemmeno si sognano (adesso poi che l’euro è in caduta libera…) gli portano via il posto da sotto il naso>

- <Il 60 per cento dei reati in Ticino è commesso da stranieri. Per omicidi o lesioni gravi siamo vicini al 70 per cento>

- <Poi ci sono gli asilanti, che entrano nell’accogliente Svizzera, vengono mantenuti e ricevono fior di sussidi>

- <in una rissa c‘è sempre di mezzo uno straniero, che per la maggior parte delle volte viene fermato e poi quasi subito rilasciato>

No, così, per dire….magari la prossima volta, prima di insultare uno straniero pensate a quanto può essere importante il punto di vista.

Per approfondire potete trovare una serie di articoli raccolti da Liquida qui

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tanto più che noi italiani dovremmo ricordarci di quando, tanti anni fa, migravamo in cerca di lavoro proprio in Svizzera, Svizzera in cui non è che fossimo visti o trattai molto meglio di quanto noi oggi facciamo con un migrante Africano, magari sfuggito da realtà ben più dure di quelle che spingevano noi (per quanto ogni ragione è sempre valida se si è in difficoltà). Qualche tempo fa vidi un servizio in cui alcuni Italiani ormai un pochino attempati raccontavano di come in Svizzera appunto vivevano anche in sei-sette persone in locali piccolissimi, ammassati, pagando in nero e costretti a vivere dentro questi alloggi praticamente in silenzio per non essere scoperti e non dare grane al padrone di casa. Solo che spesso ce ne dimentichiamo.

28 Sep 2010, 12:31pm
by sogliadibronzo


non ricordo che trasmissione fosse ma ricordo molto bene il servizio di cui parli, quoto in pieno quanto hai scritto

Hai ragione, dobbiamo pensare anche a questi aspetti quando ci confrontiamo con chi viene a cercare lavoro da noi. Vivremmo anche noi la loro stessa condizione, e la viviamo, perché in un paese con un simile tasso di disoccupazione, come l’Italia, io non faccio che sentire amici e conoscenti pensare di andare a cercare lavoro all’estero. E diventeranno loro degli stranieri. 

Ogni tanto ricordarsi che si è sempre i meridionali di qualche altro è utile. Purtroppo si tende a scordarlo che un tempo gli extracomunitari di Europa eravamo noi.

28 Sep 2010, 4:17pm
by Clarissa


Mi hai fatto (ri)pensare a quello che mi racconta mio nonno, che è stato nelle miniere di Marcinelle. E a quello che accade ancora in Belgio, dove nonostante un certificato Erasmus e una carta d’identità comunitaria ho dovuto consegnare una valanga di dichiarazioni per avere il permesso di soggiorno temporaneo. Grazie: non se ne parla mai abbastanza di queste cose

Siamo sempre al sud di qualcun altro.

[...] tempo fa sogliadibronzo scrisse un post in cui raccontava d’aver mandato un curriculm in Svizzera, chiedendosi poi come gli svizzeri [...]

 
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